La Grappa di Avanà è una grappa secca “da correzione”: veniva utilizzata dagli operai, soprattutto nel Nord Italia, che aggiungevano un goccio di grappa al caffè con l’intento di difendersi dalle rigide temperature invernali.
L’Avanà è un vitigno a bacca nera autoctono della alta della Val di Susa, ad altitudini comprese tra i 500 e i 750 metri. La sua presenza è documentata sin dal XVII secolo, ed è verosimilmente di origine occitano-sabauda.
La grappa nasce come un distillato povero, diffuso perlopiù tra i contadini, ma in Piemonte la grappa conquistò anche i nobili, da Cavour ai Savoia.
Anche se riceveva la vita dalle bucce degli acini d’uva dei nobili vitigni piemontesi distillate nelle cantine quando erano ancora fragranti degli umori del mosto fatto vino, l’alambicco era strumento utilizzato tanto dai nobili quanto dalla povera gente.
È possibile far risalire la nascita della grappa al periodo a cavallo tra il 1300 e il 1400, quando venne applicato agli alambicchi il primo sistema di refrigerazione ad acqua.
