In Piemonte lo zabaione non è solo un dessert: è un rito.
Tradizionalmente veniva preparato come ricostituente per i malati o i convalescenti (le nonne lo facevano bere caldo ai bambini gracili), come colazione energetica per i contadini nei mesi freddi, come dessert nelle grandi occasioni (servito caldo in coppa o bicchiere), come salsa per accompagnare i savoiardi, la torta di nocciole o i bignè.
Una leggenda fa risalire l’origine dello zabaione a San Pasquale Baylón, un frate spagnolo del XVI secolo vissuto anche in Italia, venerato come patrono dei cuochi — non a caso, in dialetto piemontese, lo zabaione veniva chiamato storicamente “sambayon”, termine che sembrerebbe derivare proprio dal suo nome.
La tradizione lo lega alla corte dei Savoia, dove era considerato un lusso raffinato, servito come dolce o come tonico energetico.
Più che una ricetta, lo zabaione in Piemonte è un patrimonio affettivo, trasmesso di generazione in generazione con variazioni in ogni famiglia: qui lo proponiamo nella versione di una famiglia piemontese, fatto come lo faceva la loro nonna.
